Questo okimono in avorio databile al periodo Edo rappresenta un gruppo di tre scimmie assorte in una partita a carte. L’espressione dei volti, concentrati nel gioco e la gestualità degli arti, ricordano posture e comportamenti tipicamente umani. Grande è l’attenzione ai dettagli in questa piccola scultura sia nella resa delle pellicce degli animali che nel tavolo percorso da venature, dove è addirittura riprodotto un nodo del legno. Inoltre, si osservino con attenzione le carte disposte sul tavolo e sparse anche a terra sotto le zampe delle scimmie. Si può notare come queste sembrino essere caratterizzate dai tipici semi a noi familiari: picche, cuori, fiori e quadri. Furono i portoghesi, che arrivarono in Giappone verso la metà del XVI secolo, a introdurre i giochi di carte. Il termine giapponese con le quali erano indicate, karuta, deriva dalla parola portoghese carta. https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500272570
Sulle orme della scimmia A cura di Linda Rosin Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, descriveva l’aspetto della scimmia molto simile all’uomo, una somiglianza che verrà considerata anche dopo l’Antichità pagana, nel Medioevo cristiano. Nei bestiari medievali, però, l’animale era associato al demonio; infatti, come il diavolo poteva acquisire diverse forme, così esistevano differenti tipologie di scimmie. In […] Durata: 40 minuti