Gli okimono, “oggetti da porre”, statue di piccola dimensione in avorio, fungono da arredamento dei tokonoma, le alcove delle case giapponesi. I primi due conigli hanno la pelliccia bianca e nera; la colorazione si ottiene riempiendo le incisioni con la china mentre gli occhi sono realizzati in corno. L’animale a sinistra è peculiare a causa della superficie bianca completamente levigata e gli occhi rossi ottenuti con il corallo. Il Giappone importò dalla Cina la tecnica della lavorazione dell’avorio in epoca molto antica. Tra il XVII e il XIX secolo si colloca la fioritura della manifattura nei centri urbani di Edo, Kyoto e Osaka. L’avorio era ricavato dalla zanna dell’elefante indiano; talvolta era impiegato anche il dente di narvalo. Come ultima risorsa, si utilizzava l’avorio fossile di mammut preistorici, importato dalle coste del Mar Glaciale Artico. https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500272559
Usagi sulla luna A cura di Laura Tonetto Nella lingua giapponese, coniglio e lepre vengono indicati con un solo termine: usagi (兎). Tuttavia, il coniglio, per distinguerlo dalla lepre, è talvolta chiamato “lepre di Nanchino”. Questi occupano un posto piuttosto importante nelle superstizioni popolari e nelle leggende di Cina e Giappone. Come molti altri animali, dovrebbero raggiungere […] Durata: 40 minuti