Sempre in Sala 4 sono esposti dei kakejiku, dipinti solitamente appesi in una sorta di alcova, il tokonoma, nella casa tradizionale giapponese. La raffigurazione pittorica, realizzata su un supporto in carta o seta (honshi), è applicata su una montatura in carta (hyōgu); lo honshi è poi incorniciato da fasce di tessuto. L’opera proposta è di Maki Sozan e databile alla metà del XIX secolo. Raffigura una scena parodistica nella quale tre animali danzano imitando gesti e posture tipicamente umane. A destra osserviamo un cane che porta un abito rosso che stringe tra le zampe un sonaglio sacro (kagura suzu). A sinistra invece, in equilibrio su una zampa, una rana regge un ventaglio sul quale sono raffigurate una gru e una tartaruga, simboli di longevità. Al centro del gruppo si trova una scimmia che indossa un abito azzurro con pini e un copricapo (ken’ebōshi), mentre impugna uno strumento utilizzato nei rituali shintoisti (gohei). https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500356286
Sulle orme della scimmia A cura di Linda Rosin Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, descriveva l’aspetto della scimmia molto simile all’uomo, una somiglianza che verrà considerata anche dopo l’Antichità pagana, nel Medioevo cristiano. Nei bestiari medievali, però, l’animale era associato al demonio; infatti, come il diavolo poteva acquisire diverse forme, così esistevano differenti tipologie di scimmie. In […] Durata: 40 minuti