A cura di Laura Tonetto Nella lingua giapponese, coniglio e lepre vengono indicati con un solo termine: usagi (兎). Tuttavia, il coniglio, per distinguerlo dalla lepre, è talvolta chiamato “lepre di Nanchino”. Questi occupano un posto piuttosto importante nelle superstizioni popolari e nelle leggende di Cina e Giappone. Come molti altri animali, dovrebbero raggiungere un’età favolosa, si dice addirittura di mille anni, e dovrebbero diventare completamente bianchi a cinquecento anni. Nell’arte dell’Asia orientale, sono spesso rappresentati con la Luna, un’associazione che sembra avere la sua ragion d’essere in una macchia a forma di lepre visibile su questo corpo celeste. Nell’antologia Konjaku monogatarishū (secoli VIII-XII), infatti, è presente una legenda che narra: “Tanto tempo fa c’era una lepre, amica intima di una scimmia e di una volpe. Un giorno il Buddha, travestito da uomo anziano, chiese loro del cibo. La scimmia gli portò dei frutti raccolti da un albero; la volpe del pesce appena pescato. Solo la lepre non offrì nulla e fu quindi rimproverata dal vecchio. Allora l’animale chiese ai suoi amici di preparare un mucchio di erba secca e rami e di dargli fuoco. Non appena le fiamme furono abbastanza forti, si gettò su questa pira e si sacrificò, offrendo il proprio corpo come dono. L’anziano riprese il suo aspetto divino, raccolse i resti della lepre e li depose sulla luna, affinché il ricordo del suo sacrificio volontario potesse servire da esempio. E da allora si vede una lepre sulla luna”. Il coniglio lunare Gli artisti giapponesi non rappresentano mai una lepre, ma sempre un coniglio. È spesso raffigurato tra gli equiseti (tokusa), perché si dice che usi quest’erba per lucidare il disco splendente della luna. Anche il coniglio che macina il riso nel mortaio per fare i mochi è un soggetto abbastanza comune: si tratta di un gioco di parole, in quanto mochi significa sia torta di riso, sia luna piena. Questo motivo si basa su quello cinese, che vede l’animale intento a lavorare in un mortaio delle droghe per preparare l’elisir di lunga vita. Quest’immaginario del coniglio lunare (o di giada), legato a un’idea di fertilità e immortalità, è ricordato durante la Festa di metà autunno (Zhongqiu o Tsukimi), che corrisponde alla luna piena dell’ottavo mese orientale. Associato alla dea cinese Chang’e, si crede che si tratti del più grande e luminoso plenilunio dell’anno. Lo zodiaco La lepre è il quarto animale dello zodiaco dell’antica astrologia sino-giapponese, in base al fatto che alla chiamata degli animali del Buddha (o dell’Imperatore di Giada) sarebbe arrivato quarto nella Grande Corsa. Si distingue per la sua modestia e compassione verso gli altri. Tuttavia il suo animo pacifico e leale verso gli amici può trasformarsi in un atteggiamento aggressivo se ritiene che i suoi cari siano in pericolo. Esso rappresenta anche la sesta ora del mattino dell’antico giorno giapponese (tra le 5 e le 7 nostre). L’associazione di una lepre e di un gallo è una rappresentazione simbolica della sesta ora del giorno e della sera. Il mese cui corrisponde, nel calendario lunare, è febbraio, considerato un periodo di transizione tra l’inverno e l’arrivo della primavera, con lo sbocciare dei fiori del pruno. Le tappe Katana kake, sala 1, vetrina 3; Okimono, sala 9, vetrina 11; Sakazuki, sala 9, vetrina 7; Netsuke, sala 9, vetrina 12; Netsuke, sala 9, vetrina 13; Inrō, sala 10, vetrina 14.