Gli inrō sono dei piccoli contenitori dalla caratteristica struttura a scomparti, con chiusura ermetica. All’inizio del XVII secolo arrivano in Giappone e tra gli uomini si diffonde la moda di sospenderli alla cintura, ma con un cambio d’uso. La chiusura sigillata favorisce la conservazione di erbe o polveri medicinali. L’oggetto è completato da ojime, himo e netsuke; il primo consiste in una piccola sfera, spesso di corallo, che, secondo credenze locali, rivelerebbe la presenza di veleno spaccandosi. L’himo, la corda di seta, scorre nei canali laterali del contenitore. Le due estremità entrano nel foro dell’ojime, che tiene ben chiuso l’inrō; successivamente la corda passa nel foro del netsuke, che fa da bilanciere. In questo pezzo la corda di seta è collegata al netsuke in avorio. Datato al XIX secolo, su una placchetta metallica dorata alla base porta la firma dell’autore, Gotō Denjō. Il soggetto sono i dodici animali dello zodiaco cinese, sei su ogni lato. Sul lato in esposizione troviamo il coniglio in basso a destra. www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500303721
Usagi sulla luna A cura di Laura Tonetto Nella lingua giapponese, coniglio e lepre vengono indicati con un solo termine: usagi (兎). Tuttavia, il coniglio, per distinguerlo dalla lepre, è talvolta chiamato “lepre di Nanchino”. Questi occupano un posto piuttosto importante nelle superstizioni popolari e nelle leggende di Cina e Giappone. Come molti altri animali, dovrebbero raggiungere […] Durata: 40 minuti