La scatola in esame, realizzata in avorio, risale al periodo tra il XVII e il XIX secolo. Lungo tutta la superficie sono scolpiti gli animali dello zodiaco giapponese (Jūnishi): topo, bue/toro, tigre, coniglio, dragone, serpente, cavallo, pecora/capra, scimmia, gallo, cane e maiale/cinghiale. Tale sequenza si usava per indicare la successione degli anni. Ogni creatura era anche associata a un mese specifico e a una precisa ora del giorno. In particolare sulla parte frontale del contenitore si possono riconoscere a sinistra tre coniglietti, un gallo e una gallina. A destra, invece, c’è una tigre che sbuca dalla vegetazione e guarda verso il cielo dove, tra le nuvole, emerge il corpo di un possente dragone. Il coperchio della scatola ha come manico la statuina di una scimmia. L’animale indossa un abito e stringe nella zampa destra un frutto mentre la sinistra è pizzicata da un granchio. https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500272584
Sulle orme della scimmia A cura di Linda Rosin Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, descriveva l’aspetto della scimmia molto simile all’uomo, una somiglianza che verrà considerata anche dopo l’Antichità pagana, nel Medioevo cristiano. Nei bestiari medievali, però, l’animale era associato al demonio; infatti, come il diavolo poteva acquisire diverse forme, così esistevano differenti tipologie di scimmie. In […] Durata: 40 minuti