Il manufatto è di notevoli dimensioni (h 12,5 cm; lungh. 19 cm) e presenta una lavorazione complessa, eseguita con grande maestria. Esso risale alla seconda metà del XVIII secolo (1750-1799), durante la dinastia Qing (1644-1911), periodo Qianlong (1735-1795). La metà superiore del bruciaprofumi rappresenta il cielo aperto, nel quale si librano tra le nuvole le figure di due draghi. Quella inferiore, invece, rappresenta il mare in tempesta dal quale escono i draghi e un fungo lingzhi o fungo dell’immortalità. Il fondo è piuttosto spesso e pesante, in contrasto con la meravigliosa trasparenza delle pareti lavorate. In Cina la giada è considerata la pietra per eccellenza, tanto che tra l’età della pietra e l’età del bronzo si ipotizza l’esistenza anche di un’età della giada. Estremamente apprezzata dal punto di vista estetico per le venature e per le diverse tonalità di colore, a essa sono attribuiti anche poteri magici per la conservazione del corpo. È una pietra estremamente dura e la lavorazione è possibile solo tramite molatura. https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500305794