La sala III è principalmente dedicata alle armi. Le armi da fuoco, visibili nella vetrina 1 assieme ai ventagli di comando e ai cappelli da guerra in metallo, arrivarono in Giappone intorno alla metà del XVI secolo, attraverso i contatti con i portoghesi. Le armi da fuoco, chiamate tanegashima dal nome di un’isola a sud del Kyūshū, imitavano quelle europee, dalle quali differivano per il gusto tutto giapponese della decorazione e dei motivi ornamentali.

Nelle vetrine 2 e 3 sono esposte spade e pugnali senza montatura, delle quali è visibile il codolo (nagako) con la firma dello spadaio e il foro che serviva per l’inserimento del perno di bambù che lo fissava all’impugnatura. La spada giapponese, dalla lama curva, presenta un unico filo di taglio. In vetrina vi sono lame di katana, spada lunga due shaku (circa 60 cm), e di wakizashi, spade corte lunghe tra uno e due shaku, prodotte dal XV al XVIII secolo.

Nella vetrina 4 vi sono punte di frecce votive, dalle più semplici, a coda di rondine, a quelle finemente decorate con motivi araldici a traforo. Le punte di freccia erano donate ai santuari shintoisti o ai templi buddhisti come offerte votive e dedicatorie.

Fucile decorato: vista d’insieme.
Fucile decorato
Punta di freccia votiva: esemplare 1.
Punta di freccia votiva

Fucile decorato: particolare della decorazione.
Fucile decorato, particolare
Vetrina con fucili, staffe e cappelli: vista frontale.
Vetrina con fucili, staffe e cappelli

Punta di freccia votiva: esemplare 2 (intero).
Punta di freccia votiva
Wakizashi: Ikkanshi Tadatsuna, 1703.
Ikkanshi Tadatsuna, wakizashi, 1703
Vetrina con fucili, staffe e cappelli: vista d’insieme.
Vetrina con fucili, staffe e cappelli

Ultimo aggiornamento: 02/02/2026, 20:55